Rivoluzione nel mondo del crowdfunding immobiliare!
Dallo scorso 10 novembre, il nuovo regolamento europeo ECSP ha cambiato le regole del gioco per creare un panorama unificato per tutti i Paesi Membri dell’UE.
Questo cambiamento significa maggiori tutele e sicurezza: che siate risparmiatori alla ricerca di opportunità di investimento o imprenditori edili in cerca di supporto finanziario, il nuovo regolamento ECSP apre le porte a possibilità entusiasmanti.
Immaginate di investire in un ambiente più sicuro e trasparente con la garanzia di operare attraverso piattaforme autorizzate e regolamentate.
Immaginate, lato imprenditoriale, di poter raccogliere fino a 5 milioni di euro accedendo a capitali da tutta l’UE.
Questo è il futuro del crowdfunding immobiliare reso possibile grazie alle nuove normative.
Quali sono allora i punti cardine del nuovo regolamento europeo?
Ogni portale di crowdfunding potrà dare inizio o continuare la sua attività solamente dopo aver ottenuto la relativa autorizzazione ad esercitare rilasciata dalle autorità competenti dello Stato, Consob e Banca d’Italia. Negli investimenti finanziari è fondamentale infatti affidarsi a un soggetto regolamentato e vigilato che possa garantire tranquillità ai propri clienti. Portando standard uniformi in tutta Europa viene pertanto richiesta una ridefinizione delle responsabilità con conseguente aumento di competenza e trasparenza.
Come già anticipato, il nuovo regolamento ECSP stabilisce linee guida comuni e coerenti per tutte le piattaforme di crowdfunding in UE, questo sia in termini di trasparenza che di sicurezza, fortificando la fiducia di investitori e delle imprese che hanno intenzione di sfruttare questo nuovo strumento.
La standardizzazione delle normative che disciplinano tale realtà garantisce alle piattaforme autorizzate di operare più facilmente in tutta l’Unione Europea potendo estendere i loro servizi oltre i confini nazionali.
In base al livello di conoscenza ed esperienza diretta nel settore finanziario tutti coloro che vorranno partecipare alle raccolte verranno classificati come investitori sofisticati oppure come non sofisticati. Mentre i soggetti che rientrano nella prima categoria sono quelli che possiedono una profonda conoscenza del settore e dei suoi rischi e che quindi riescono a muoversi agilmente in autonomia; per gli utenti che rientreranno invece nella seconda sono previsti alcuni strumenti con l’obiettivo di fornirgli le informazioni più appropriate per avvisarli e renderli anch’essi maggiormente indipendenti. Le autorità hanno infatti richiesto alle piattaforme di rimodulare il questionario di appropriatezza, per la verifica del livello di conoscenza, e di introdurre un test per simulare la propria capacità di sostenere eventuali perdite.
La nuova legislazione permetterà alle imprese che vorranno approfittare di questo strumento di crowdfunding di effettuare raccolte fino a un massimo di 5 milioni di euro durante tutto il corso di un anno. Oltre a questo, poter fare riferimento a un quadro normativo unificato significa anche facilitare l’accesso a capitali provenienti da diversi paesi dell’UE e non solo dal nostro territorio aumentando così le loro possibilità di successo.
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